Email this sample to a friend



Baccanalia

Fine del Celeste Impero nell'Anno del Maiale



Massimo Del Papa

Copyright Massimo Del Papa 2013

Published at Smashwords



Intro – Casina Mediaset

Che ancora non si chiama Mediaset, ma Fininvest. 1983, fine anno, un dicembre lugubre e sporco come solo nell'hinterland meneghino. Qui, nell'hangar di Cologno Monzese dove ci fanno aspettare che comincino le riprese di “Premiatissima”, davvero da bere c'è poco. Anche da mangiare, arrivano i pasti precotti dal centro di Milano e quando sbarcano sono immangiabili, poltiglie nauseabonde, ma se le assaggi è peggio. Eppure vedo gente picchiarsi per un ovetto, un mandarino. Sono i figuranti, lo scelto pubblico dei programmi di Canale 5 pagato 500 lire al giorno per farsi brutalizzare e in quella Babele felliniana ci siamo anche io e il mio buon amico Ugo Dell'Orto, che ha trovato l'ingaggio: dai, che ci divertiamo. Insomma. Siamo tenuti a presentarci alle 13, ma le riprese non partono mai prima delle 18, quando va bene. Debbono comparire, uno ad uno, tutti i semidei del programma, Dorelli, la Lear che è simpatica e perfida, la Nadia Cassini che non capisce un cazzo esattamente come appare, il duo comico Gigi e Andrea che rompe i coglioni a tutte le soubrettine che girano, e poi, sulla Jaguar verde metalizzato, ecco il maestro Martelli, che anni dopo finirà travolto da accuse di pedofilia. Scendono, si muovono come semidei, sempre incazzati, vagamente allucinati, prima di sera tarda non carburano, le prove sono un disastro, una settimana di strafalcioni per tirarci fuori quelle due ore ricucite dal regista Gino Landi. Al sabato sera sembrano incalzanti, senza tempi morti e invece è tutto un tempo morto, qualche sprazzo di spettacolo fra interminabili e misteriose attese notturne, anche i cantanti, gli artisti che gorgheggiano in playback ripetono dieci volte il loro numero, certe pupille a spillo, certi movimenti rallentati, una notte la celebre brunetta dei Ricchi & Poveri s'attacca a una bottiglia di qualcosa e se la scola a canna. Qui i ritmi, gli stili di vita sono diversi da quelli dei mortali, tutto capovolto, tutto o troppo accelerato o troppo rallentato, il nasone, sempre dei Ricchi & Poveri, alle 4 di mattina mi vede mettermi le mani nei capelli, stravolto dopo 18 ore di prove filate, e per consolarmi mi sfotte con accento ligure: “Coraggio, che prima o poi dobbiamo tutti morire”. Va bene ma perchè qui, Cristo santo, in un lager a forma di studio televisivo, tiranneggiati da un capoclaque che una notte vedrò sbucare dai vapori allucinati di un film porno su una televisione privata, mentre i colleghi figuranti si abbandonano a risse e corteggiamenti felliniani, una notte, durante una di quelle interminabili pause che nessuno si spiega e nessuno ti spiega – che succederà ora? Ci faranno entrare, ci deporteranno in vagoni piombati? - una sessantenne, almeno credo, all'epoca a me pareva decrepita, mi confida languida “Sai, non è un granchè ma mio marito non mi tocca da una vita, non so più neanche se è vivo, a casa mi annoio, le giornate non passano mai, televisione per televisione, almeno qui sto con i vip”. Io invece vorrei solo fuggire via, il più presto e il più lontano possibile e un'alba livida, l'antivigilia di Natale, dopo che abbiamo visto tutto e tutto subito, comprese le 32, dico trentadue riprese dello stesso numero della Cassini che continua a cascare sul culetto perchè non sa pattinare sulla pista di ghiaccio improvvisata in studio, evado trascinandomi dietro tutti i figuranti. Una scena fantozziana! Noi disperati che urliamo nello squallore lattiginoso dell'alba di Cologno Monzese e il capoclaque che ci ringhia dietro, “Ma dove cazzo andate? Non abbiamo ancora finito!”. Ma siamo lì da 18 ore di fila, è Natale ed è forse la nostra unica occasione per salvarci la pelle. Già un paio di giorni prima, tornando a casa, fa talmente freddo che la mia Alfasud verde ramarro di ottava mano non parte, motore congelato e dobbiamo far venire a raccattarci il padre di Dell'Orto. Non tanto contento. Ho passato tre mesi così, rincasando alle 8 quasi tutte le mattine, come un magnaccia o un giocatore di poker, e invece facevo solo il figurante a Premiatissima '83, se mi cerco su youtube mi trovo ancora. E mio padre, andando a lavorare, m'incrociava sulla soglia guardandomi invariabilmente come un animale strano.

Previous Page Next Page Page 1 of 18