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Giselda mori' a mezzanotte in punto

IL LAGO FEMMINA

di Federico Bini

Smashwords Edition

Copyright 2011 Associazione Culturale Bora





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ANNI SETTANTA

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Si era alzato il Mergozzo quella notte e la Spartana con le luci spente scivolava lenta verso il porto, ma veniva ricacciata indietro dal vento dispettoso. Col motore acceso, convenne Bilotti, lo avrebbero sicuramente sentito e se in banchina c’era il marito dell’Algisa allora sì che erano guai seri. Ma non aveva alternative: o aumentare di giri, di rumore e di rischi o issare di nuovo le vele e farsi risospingere in mezzo al lago nel sicuro del buio.

Mancava poco a mezzanotte e l’Algisa era già in ritardo. A riva le finestre del Grand Hotel delle Rose occhieggiavano maliziose: impossibile sapere se il marito era ancora lì, bloccato dal settimanale torneo di “Quindici” o se i giocatori, riposti carte e segnapunti, si erano già dispersi e stavano facendo ritorno a casa.

Seduta in pozzetto, le mani strette sullo scialle che le avvolgeva il petto, l’Algisa tremava di freddo e di paura. Bilotti l’aveva convinta che non c’era alcova più sicura della Spartana in mezzo al lago per i loro incontri amorosi, di notte; e in effetti tutto aveva sempre funzionato alla perfezione. Si imbarcavano alle nove dopo l’uscita di casa del marito, peccavano un’oretta tra le dieci e le undici e tornavano silenziosi a luci spente entro la mezzanotte, pochi minuti prima del rientro a casa del legittimo.

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