The Origin of Unhappiness: The Scientific Method Applied to the Human Condition - Book III

Many people feel relatively happy, others feel unhappy. In fact, most people are ignorant of being in a world that prevents the realization of authentic and collective happiness. In our view, it is necessary to know, in a satisfactory way, the essence of the social “world” in which we live, to find the causes of such unhappiness and find a viable alternative. More

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About Giano Rocca

Giano Rocca nacque in un paesino delle Langhe denominato Roccaverano, da genitori di umili origini. Compiuti gli studi della scuola primaria si trasferì a Torino, dove frequentò la scuola secondaria e l'Università, dove frequentò la Facoltà di Lettere e Filosofia.Fu allievo del filosofo della politica Norberto Bobbio. Frequentò le istituzioni scolastiche sostenendosi col proprio lavoro, alle dipendenze della grande industria locale, allora denominata "FIAT". I suoi interessi sono sintetizzabili nello studio delle "scienze sociali" ed "umane", sebbene si sia reso conto ben presto del fatto che la conoscenza in questi settori non avesse ancora raggiunto l'episteme di scienza.Fu determinato, primariamente, a realizzare un'analisi della storia in grado di compensare le lacune e le contraddizioni delle concezioni allora correnti, ed in particolare dell'analisi marxista, la cui presunta "scientificità" venne falsificata dalle rivoluzioni anti-comuniste, verificatesi nell'Unione Sovietica e nei Pesi del Socialismo Reale, specie nell'Europa dell'Est. Il saggio pubblicato ha lo scopo di fornire una visione complessiva della condizione umana, con particolare attenzione alla realtà storica delle società statuali, analizzandole nella loro complessità strutturale e nella loro dinamica storica, per individuare il possibile sbocco della stessa evoluzione umana. Egli elaborò il concetto di gradi di civilizzazione, individuando nelle società chiuse o feudali il quinto grado di civilizzazione, mentre nelle società aperte o mercantili individuò il sesto grado di civilizzazione. Il sesto grado di civilizzazione non appare però né irreversibile né automaticamente foriero di un'ulteriore progresso, il quale progresso può venire solo da una metamorfosi o palingenesi della condizione umana, che scardini i presupposti stessi delle società organico-stratificate, di cui le società statuali, nel loro complesso, non sono che gli esempi più evoluti. Per compiere tale palingenesi non sono adatti né la "lotta di classe" né le rivoluzioni sociali e politiche. Occorre ripensare, in profondità, le cause del costituirsi della realtà strutturale storica ed, individuati i rimedi, applicarli agli individui ed alle loro relazioni inter-personali, premessa per superare il conflitto tra individualità e socialità, definito dai filosofi il grande "problema sociale". Occorre porre le basi per la creazione di una socialità coerente con la natura più autentica degli individui, esaltando e non sacrificando la loro individualizzazione.

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