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Sulla cucina medioevale

Un pasto vecchio di otto secoli

Copyright Delirium Ed.It

2011

Published by Delirium Ed.It

Publishing at Smashwords

Cover by

Astrella Consalvo

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Introduzione



Di solito chi per la prima volta si accosta ad un libro di cucina medioevale parte con alcuni sani preconcetti ben radicati in testa. Alcuni esempi? E’ ben radicata la convinzione assoluta e difficilmente rimovibile del fatto che tutta la cucina fosse a base di carni (per lo più cacciagione) in gran parte assai frollata quando non all’inizio di un vero e proprio stato di decomposizione! Si crede poi che a mangiare fossero quasi solamente i nobili, almeno così pare, dal momento che nell’immaginario collettivo la cena del medioevo è molto spesso confusa con i banchetti rinascimentali. La cosa curiosa è poi come, anche in questo caso (banchetto nobiliare), viga l’assoluta convinzione che si trattasse di una specie di orgia nella quale signori in vesti di seta sgargianti ed armatura e dame in ricchi abiti di broccato con profonde scollature si vedessero intenti a strappare a morsi gran bocconi di pane e pezzi di carne abbrustolita alla brace. Potenza del cinema!

A voler ben vedere le cose, come potrà apparire ovvio da una analisi appena più approfondita dell’osservazione di uno dei vari film simil-storici, non tutto stava propriamente così, anzi. Sovente, in occasione di discussione e di studio sull’argomento, ci siamo trovati a “deludere” alcune delle certezze dell’interlocutore nel parlare della presenza sulla tavola nobiliare di rigide norme di comportamento o, ancor di più, nel mettere in luce l’esigua minoranza d’uso delle carni nella cucina quotidiana (meno spettacolare ma forse più interessante dal punto di vista sociale).

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