Laura Onofri

Biography

Italian tiptotoer yet, citizen of the world. I live my life intensely and feel that not one breath should be wasted. But there are times when life itself turns her face from me and I feel lost. Creativity is a must, in fact, I started giving birth to four children, since I always believed in family as the basic institution of a sound, healthy society. Writing "Latte di serpe" was a shocking experience to myself, as the story is a complete denial of certain beliefs and values I strongly held. But I could not help going down hard with it as I write in a state of trance and never know if what comes next is a dot or a comma or what will be the word which will materialize under my eyes. I was born in Rome and live in an ancient town not far from the Capital, where we moved just prior to my resigning from a job with UN. Have chosen to grow my children and look after house and husband, and moving to the country, contributing to give our family a nice place where to grow and a sound education, was more important than a big, fat salary.

Smashwords Interview

Una donna di cultura come risolverebbe "problemi" come la auto-celebrazione (in cui facilmente chi è intellettualmente preparato può cadere) o l'eccessiva autostima e il "distacco dell'egluence your writing?
Generalmente, attribuenbo un bagaglio culturale a qualcuno, si intende gratificarlo con il volergli riconoscere l'impegno profuso lungo l'arduo sentiero di studi e approfondimenti. Colui che da solo, su un'isola deserta, dovesse trascorrere il proprio tempo a scrutare l'universo e a imprimere segni sulla sabbia con un dito, per vederli lavati dall'onda - seppure non dalla percezione acquisita -, agli occhi di un generico intellettuale verrebbe considerato alla stregua di un povero naufrago sperduto in pensieri e opere vaghe.

Non dovrebbe essere così perché, seguendo il filo della falsariga del naufrago, il cuore di una tale creatura potrebbe davvero essere più aperto e puro e ricettivo e trasmittente di quello di un tristissimo studioso piegato su tomi eruditi. E comunque, cultura non sempre è sinonimo di crescita, di contatto con le energie costruttive del cosmo anzi, spesso accade che l'acculturato eriga intorno a sé barriere di autosufficienza e supponenza e il rapporto con gli altri rischia di divenire un risucchio a senso unico, impostato su necessità, piuttosto che libero scambio.

In quanto all'auto-celebrazione, c'è stato chi, all'interno del gruppo redazionale della rivista l'Emergente sgomita, ha voluto intravedere nel mio modo di fare selezione di scritti che venivano proposti al vaglio, una lingua "...criptica, arguta, tagliente, troppo aspra, nemmeno dovesse sfogare frustrazioni tutte sue sofferte per insufficienza letteral-respirator-arrampicatoria.". Poverino, ma che voleva dire? Lo turbava che una fìmmìna avesse preso lo posto di caporedattore che di per sé è maschile epperciò giusto sarebbe stato che fosse dello masculo?!
Sei stata caporedattore ed editor. Cosa, tra quello che ti hanno detto, ti ha colpita di più?
Di me si è scritto che sono criptica? Non me lo ero mai detto nemmeno da sola. Al massimo m'incoronavo con un, che so, travolgente, viscerale, vorticante, complessa!
Tagliente, aspra e perfino arguta sì, lo riconosco. Ma criptica m'intriga. Mi
fa sentire un po' come un codice antico, uno dei rotoli di Qumran.
Ma ancora non vedo difetti gravi. Sarebbe peggio se fossi smielata,
accondiscendente e "sciuscià" (napoletanismo derivato da: shoe-shine, ovvero lustrascarpe).

Ho sviluppato sensibilità e un fiuto tale che
potrei sniffare un imbroglio letterario senza tema di smentita. Posso dire
che in giro si spaccia alla grande, e non solo eroina pura. Un sacco di
crack. Ad esempio, saltando di palo in frasca, quando vedo un quadro delle
dimensioni 4x4 con su un punto o una rigolina sbilenca, esposto nelle sale di una qualche
fondazione internazionale, dico ugualmente che è una gran presa per i
fondelli. Probabilmente è per questo che sembro infierire. Non è così. Di
certo non digerisco le panzane e non le racconto.

Quando tasto una buona stoffa ne riconosco la preziosità e non lesino sugli
apprezzamenti. Di me è stato detto che metto i piedi nel piatto. E' vero. Il
fatto è che quando scrivo entro nel cosiddetto flusso di coscienza, laddove
non esiste censura poiché il contatto con una dimensione che non è più
soltanto mia, è totale. Non è questione di maturità anagrafica, bensì di
crescita interiore - si può essere grandi anche al primo vagito, dipende dal
numero di reincarnazioni (ndr), - e di verà umiltà - da non confondersi con
l'ipocrisia.

Scrivo, lo faccio con passione e questa è la mia ricchezza. Non sono usa a
misurarmi con gli altri, poiché ciascuno plasma la creta che possiede.
Nelle recensioni, relative a libri e a film, esprimo il punto di vista
dell'occhio d'aquila. Se mi trovo davanti al qualunquismo gli artigli del
rapace si tendono per ghermire, poiché lo reputo un virus infettante.

Se ponete una domanda potete fidarvi della mia risposta, che non sarà
mai banale. Se è un parere che chiedete, siate saldi sulle vostre gambe: se
mi capita di bastonare non è per ferire, bensì per rafforzare i vostri muscoli onde
spingere a meglio procedere in un bosco di rovi.
Chi produce vuole vendere. Diciamolo pure, in un modo o nell'altro ha una
qualche forma di necessità di vendere e,
volenti o nolenti, la controparte - il popolo dei lettori - sembra andarsi posizionando
su di un livello di interesse medio basso.

La motivazione-scusante che impera è quella della necessità di distrazione
da cui è afflitta una grossa fetta del mercato di futuribili, possibili, se non probabili, lettori,
troppo stanchi, esasperati da ritmi di vita da cui a volte si è costretti a farsi fagocitare,
per desiderare di approfondire un pensiero
anche di notte, sdraiati su un letto che già di per sé magari, è di spine...
Stesso discorso per buona parte di ciò che i mezzi di diffusione propinano.
Format identici, ricalcati qua e là da quello che passa il mercato straniero.

Ma io la guarderei da ben altra prospettiva. Subliminazione.
Mostruoso meccanismo attraverso cui chi gestisce i mezzi di comunicazione,
manipola e incanala desideri e bisogni della massa. E purtroppo, la massa segue
un movimento inconsapevole di incanalamento in un dato percorso... come il gregge,
come le pecore che da quando la seconda si avvide che già ce ne era un'altra,
le si mise dietro per non affaticare olfatto e cervello, quella massa tremolante
che estirpata dalla testina di abbacchio si gusta fritta nei ristoranti tipici locali.
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Books

Latte di serpe
Price: $2.60 USD. Words: 42,460. Language: Italian. Published: April 2, 2013. Categories: Fiction » Erotica » Romance
Latte di serpe – Sinossi.doc Il romanzo è ambientato in una piccola località di provincia italiana del centro sud, - sebbene potrei aver scelto un qualunque altro lembo di questa Terra -, in un tempo non identificabile, poiché la violenza non si manifesta in spazi definibili.

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